IN HERBIS SALUS

Di Anna Bertone

Tokyio è una grande metropoli e per chi ha avuto fortuna di visitarla oltre le bellezze antiche e moderne avrà notato la grande pulizia della città, dove ordine e precisione in tutti i sensi sono legge, o meglio abitudine di tutti i cittadini.

La maggior parte dei viali alberati della città hanno questo magnifico albero che è il:

Ginko Biloba.

Anche New York non è da meno con i suoi viali alberati dalla bellissima pianta. E naturalmente la nostra Milano che non ha viali alberati di ginko, ma spesso nei parchi verdi della città si trova la pianta, assieme ad altre vegetazioni.

Questo albero è originario dalla Cina e Giappone, è un albero leggendario poiché è vecchio più di 250 milioni di anni, appartiene all’era mesozoica, la così detta era dei Dinosauri. È considerato un “fossile vivente”. Il Ginko biloba è un anello di congiunzione tra il passato geologico della Terra ed il presente.

Fa parte delle piante Ginkoaceae, questa famiglia di piante un tempo molto diffuse oggi ha solo il Ginko Biloba rimasto a rappresentarle. E’ una pianta antica, lo si vede subito dalle sue foglie palmate (assomigliano ad un ventaglio), oggi i nostri alberi non hanno conservato questa antica forma nelle loro foglie, inoltre toccando la foglia di ginko, si sente la consistenza della stessa, il tatto è differente da quello che si ha toccando altre foglie delle nostre piante attuali.

Quando studiai questa pianta mi colpì e mi commosse il fatto che dopo l’evento di Hiroshima fu il primo albero a rifiorire. Per le altre piante ci vollero anni.

Là dove la bomba aveva distrutto tutto e nulla germogliava il Ginko al suono della primavera fece spuntare le sue gemme, quasi come se nulla fosse accaduto, un suono di vita più forte della morte.

Un suono antico, una forza vitale antica.

In fitoterapia è particolarmente conosciuto per l’aiuto che apporta alla circolazione venosa, arteriosa e soprattutto quella cerebrale. Sono numerose le prove cliniche sull’efficacia delle foglie di ginko a tutti i livelli di circolazione sanguigna. Aumentando l’afflusso di sangue al cervello migliora l’attività mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e l’abilità cognitiva. Utile quindi nelle perdite di memoria dovute all’avanzata età, nei problemi di memoria a breve termine. Aiuta anche nel caso di ronzii delle orecchie e vertigini. Migliorando la circolazione periferica è ottimo per chi soffre di freddo all’estremità. È altresì utile nel trattamento di neuropatie diabetiche e degenerazione maculare.

Devo però anche segnalarvi qualche contro indicazione, le piante, le erbe, sono curative, i farmaci derivano proprio da esse, e dobbiamo sempre ricordare che possono avere controindicazioni ma soprattutto possono essere aggiunte a caso con dei farmaci poiché esse stesse sono “farmaci naturali”.

Per esempio chi assume aspirinetta o anticoagulanti del sangue non deve aggiungere il Ginko, le sue foglie sono già un fluidificante del sangue. Si consiglia inoltre di sospendere l’uso del Ginko Biloba 15 giorni prima di un qualsiasi intervento (anche dentale) per evitare eccessiva sanguinazione.

Va anche ricordato che per gli anziani che usano il Ginko Biloba per riattivare la memoria cerebrale, nei primi giorni di uso potrebbero avvertire un leggero e passeggero mal di testa, dovuto proprio alla riattivazione dei capillari.

Cos’altro dire di questo meraviglioso albero? E’ il nonno di tutti gli altri alberi, anzi direi che è un “antico” della botanica, rimasto qui per farci ricordare che in passato non solo abbiamo avuto grandi ed enormi civiltà erette da Titani, ma anche un insediamento botanico al loro livello, la terra stessa era al loro livello, chissà … se il Ginko sia qui di sentinella a richiamarci alle antiche conoscenze

ANNA BERTONE ERBORISTA E BLOGGER DI REBIS

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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