UN UOMO

Ciao mamma, finalmente ho capito.
Quando io e mio fratello litigavamo e tu arrivavi, picchiavi solo me… e non capivo.
Quando giocavi con mio fratello, cercavo di inserirmi nel gioco, ma vedendomi smettevi subito… e non capivo.
Quando, il primo giorno di scuola, in prima elementare, mi spaventai e non volli entrare in classe, tu mi picchiasti per un quarto d’ora… e non capivo.
Quando da piccolo ero troppo magro, e andavo a scuola senza una buona colazione, avevo molta fame… e non capivo.
Quando, a volte, da bambino, avrei voluto avvicinarmi e farmi abbracciare da te, ma mi trattenevo perché non mi sembrava il momento giusto per te… non capivo.
Da bambino non capivo.
Ma sai cosa ho capito oggi, mamma?
Ho capito che se avessi avuto il tuo amore incondizionato, ora sarei prima di tutto un uomo con valori forti. Non avrei bisogno di niente, saprei risolvere qualsiasi cosa da solo, e forse potrei anche essere un genitore perfetto.
Invece no. Fino a quando non ho capito, ho sempre pensato di essere io quello sbagliato. Ho sempre creduto che mi mancasse qualcosa, che i miei valori non fossero all’altezza delle tue aspettative. È vero, sono stato anche molto malato, ma pensavo che la mia malattia fosse una conseguenza, non la causa del mio non sentirmi degno di essere tuo figlio. Pensavo che al mio posto avresti preferito un figlio dai valori altissimi e dal fisico possente.
Cos’è la vita, se non una passerella dove si mostrano le cose migliori che si possiedono?
Ci si sposa la donna più bella per avere più successo nella società. Si desiderano figli perfetti in ogni campo, così da non sentirsi uno schifo quando, da vecchi, valuteremo quanto senso ha avuto la nostra vita. Tutto questo solo per non vedere quanto siamo diventati poveri spiritualmente in questo universo.
Sai perché sfoggiamo tutto ciò che abbiamo, ma non ci guardiamo mai dentro?
Perché non abbiamo più valori nostri e usiamo quelli degli altri, o della società che ci ha adottati. E quel poco di consapevolezza che riusciamo a produrre, lo rinneghiamo, perché ci impedirebbe di esercitare, con comodo, il nostro amato libero arbitrio.
Sai, mamma, da cosa si comincia a creare la propria consapevolezza e i propri valori?
Si inizia dall’amore ricevuto. Se è sufficiente, siamo propensi a spingerci in avanti per imparare il più possibile dalla vita. Se il serbatoio dell’amore ricevuto è colmo, abbiamo tutto il tempo che desideriamo per scegliere la nostra strada.
Ma se non è sufficiente, passiamo la vita a chiederci perché non eravamo degni dell’amore di nostra madre; passiamo la vita a pensare di essere inferiori a tutti gli altri; passiamo la vita a sognare che, prima o poi, qualcuno possa davvero amarci.
L’amore ricevuto, se è sufficiente, è come un’onda che supera la barriera degli scogli. È come se quell’onda riuscisse a raggiungerti e a liberarti da quel cordone ombelicale che, nella vita, si traduce nel desiderio di adozione.
L’amore che da te avrei potuto ricevere avrebbe sciolto quel legame che tu, con me, non hai mai voluto avere. 
Ci ho messo moltissimo tempo a comprendere tutto questo.
E ho anche capito che, se non sei stata in grado di insegnarmelo amandomi, è perché hai ricevuto lo stesso trattamento tu stessa.
Guarda che errori assurdi si fanno nella vita, mamma, solo perché non ci fermiamo a osservare, prima di agire, se i nostri valori sono a posto. Se sono integri. Se non necessitano di una ripulita, o se sono semplicemente pronti per ciò che vorremmo fare. Che assurda che è la vita, non ci dona lei stessa questi valori e poi ci punisce perché non li abbiamo.
Pertanto ti perdono, mamma.
E ti chiedo perdono anch’io, perché, a causa del mio comportamento reattivo da bambino disadattato, non ho saputo mostrarti la cosa giusta da fare. ANGELO LA ROSA Designer, programmatore e blogger di Rebis

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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