IL CASTAGNO

Di Anna Bertone
L’albero di cui desidero parlarvi disputa alla Quercia ed al Tasso il primo posto fra i Patriarchi delle foreste europee; può vivere dei secoli e raggiunge moli colossali: il Castagno (CASTANEA VESCA)
E un albero molto longevo ma negli anni (può arrivare a 1000) il tronco si fa sempre più cavo ed è difficile con certezza determinarne l’eta. Albero esigente di luce e calore non cresce a grandi altezze, non oltre i 1000 metri, naturalizzato e coltivato in tutta Europa meridionale e centrale sino all’inghilterra, me anche
nel Caucaso, Iran, Asia minore ed Algeria. E di gran lunga il più importante tra i frutti indigeni, fu infatti
piantato e diffuso dagli antichi romani e coltivato poi dall’epoca medioevale. Fu alla base della
alimentazione umana, da allora, cosi come il frumento ed il riso, col suo frutto: la Castagna.
Nella regione francese del Limosino e nella catena montuosa del Cevenne, cosi come in Corsica, o in Italia nella regione della Lunigiana, Piemonte, Toscana, Lazio, Marche, Campagna a seguito della coltivazione
avvenne questa “Civilizzazione del Castagno”. La civiltà del Castagno è uno stile di vita incentrato su
l’utilizzo completo della pianta, fornendo alimentazione col suo frutto, che può essere consumato sia secco che cotta che in farina con polente, frittelle, focacce ecc.; sia utilizzando parti dell’albero, rami, tronchi, bucce del frutto, come legname da ardere. Con i residui della lavorazione del legno i residui della coltivazione, si fanno le biomasse. Il legname del castagno è ottimo per la costruzione sia di travature che solai e soprattutto mobili di vario tipo.
Questa relazione simbiotica tra uomo e albero ha caratterizzato le economie montane per secoli. Dando sostenibilità e sussistenza di vita sia abitativa, lavorativa, che alimentare e terapeutica.
Si, terapeutica perché i tannini di cui la pianta ed il frutto sono ricchi sono salutari non solo come forti antiossidanti e nutrienti del terreno, ma sono utili anche al corpo umano, infatti le nostre nonne in tempo di castagne le facevano lessate con la buccia, oltre a nutrirsi della polpa bevevano l’acqua per attivare il
microcircolo e apportare antiossidanti per il corpo umano.
In erboristeria è conosciutissimo il Macerato Glicerinato della CASTANEA VESCA, di cui si prendono 50 gocce al mattino e 50 gocce al pomeriggio diluite in poca acqua per attivare il linfodrenaggio e come vaso
protettore, aiuta a ridurre edemi e gonfiori alle gambe. E anche utile in caso di cellulite ed insufficienza venosa.
Come già scritto ricordiamo che i MACERATI GLICERINATI ESTRATTI DA GEMME DI PIANTA apportano
CELLULE STAMINALI della pianta stessa che entrano in sintonia con le nostre cellule staminali potenziandole
ed apportando guarigione al corpo.
Le foglie della pianta essiccate e utilizzate in decotto o tisana sono utili come espettoranti per la tosse, cosi
come il miele di castagno, ed anche il miele apporta tannini utili per il microcircolo.
Questa interazione tra l’albero del Castagno e l’Essere Umano Animale tanto da creare la CIVILTA’ DEL
CASTAGNO; mi fa osservare che non è tutto cosi separato ed a se’ stante come spesso crediamo
osservando la vita apparente. Tutto si collega in una continua reciprocità.
Penso all’ossigeno che le piante producono e… all’ossigeno che noi respiriamo le piante che mangiamo e.
che guariscono i nostri corpi dai vari malori…ed allora comprendo come sia importante il rispetto e
l’amore per ogni forma vivente; non solo vegetale ma anche minerale. Ricordiamo che tanti integratori
sono ricchi di magnesio, calcio, ecc. estratti dalle montagne delle Dolomiti.
Il mondo vegetale, animale, minerale ci supporta fisicamente e come conseguenza anche Spiritualmente,
(come dicono aicuni studiosi la malattia del corpo esprime il dolore dell’anima). Quindi usiamo di più quello
che chiamano il 5 elemento, che per me non è solo l’etere ma la sua vera Essenza.
(Ai 4 elementi di: acqua, aria, fuoco, terra, aggiungiamo il 5: l’amore di comprensione.)

Anna Bertone, erborista e blogger di Rebis