Di Anna Bertone
Camminando anche per Milano nelle aiuole tra le vie dove scorrono le auto vediamo da metà aprile all’estate tante belle macchie di colore rosso, magari mescolato con le margherite ed il verde vitale dell’erba, è: il rosolaccio o papavero comune o papavero rosso. In mezzo al traffico questo gioco di colori regala una ventata di piacevolezza nello stress cittadino. Il rosolaccio si trova in città… poiché il vento ne ha trasportato i semi, inquanto la sua localizzazione tipica è nei campi di grano o altro cereale, o terreni attigui.

Un fiore che ho amato sino da bambina quando mio padre per scherzare mi cantava… “Lo sai che i papaveri… son alti alti e tu… sei… piccolina….” ed io rispondevo “… no … no …… sono grande”, leggermente stizzita.
Amo la sua semplicità, la sua delicatezza, il suo colore rosso a volte aranciato e poi sempre da bambina lo usavamo con le cuginette per truccarci…, con i quattro petali tingevano le labbra, con il pistillo facevamo la riga agli occhi.
Originario delle regioni mediterranee orientali, è apparso in Europa con l’introduzione dei cereali ed altre specie che seguono lo stesso ciclo vegetativo del grano.
Questo rosolaccio, prima della fioritura dove appare nel suo splendore di papavero, viene raccolto da chi lo conosce, assieme ad altre erbe (erbe dette di campo di crescita spontanea… nelle risaie o campi di grano e purtroppo considerate erbe… infestanti… ed oggi nella coltivazione intensiva distrutte dagli anticrittogamici…) nei terreni oggi spontanei lasciati a prato per poi mangiarlo o crudo come misticanza o lessato.

Il papavero comune è più piccolino del suo cugino papavero asiatico da cui si estrae l’oppio. Infatti il rosolaccio ha effetti narcotici molto lievi rispetto al papavero asiatico, viene usato come leggero sedativo la sera per conciliare il sonno poiché calma la tensione nervosa e gli spasmi, ma è molto utile per calmare sia la tosse grassa, poiché ha effetto espettorante, che secca e stizzosa soprattutto nel caso della pertosse dove calma le forti spinte espettoranti. È altresì utile in caso di febbre da influenza, poiché favorisce la sudorazione e l’abbassamento della temperatura. Lo si usa come infuso o decotto 2 o 3 tazze al dì. Per i rosolacci raccolti in campi a prato, nati spontanei senza contatto con anticrittogamici, si usa fare una marmellata con i petali e aggiunta di mela cotogna per dare consistenza. Marmellata con leggera azione terapeutica.
Di questa pianta si usano tanto anche i semi, molto decorativi sulle forme di pane, croissant, pan carré, sono ricchi di sali minerali e di FITOSTEROLI che aiutano ad abbassare il colesterolo “cattivo”.
Voglio qui ricordare che se mangiati in abbondanza o ogni giorno potrebbero interagire nella lettura di sostanze dopanti, da ricordare per chi fa sport agonistici.
Il papavero col suo colore esplosivo, quando lo intravedi… “Fa bala’ gli oeucc”.
(Come dicono i milanesi… “fa ballare gli occhi…” come tutte le cose belle).

ANNA BERTONE ERBORISTA E BLOGGER DI REBIS