Di Massimo Angotti

DAVANTI LA SFINGE
Sulla scala del mio percorso
giungo in questa stanza
dove tutto appare e prende vita
grazie alla mia essenza.
Una vita tra le vite quanto può valere?
A quanto è scambiato oggi il petrolio?
Il peso della mia anima
è di più o di meno di una piuma?
E per il mio passaggio
avrò accumulato sufficienti tesori
o la mia sfinge
mi vedrà come un pezzente qualunque?
Ritrovarsi essenza che esiste nell’esistere
può dare un senso di vertigine
mentre recupero i pezzi di ogni forma,
delle mie forme.
Sento d’aver perso qualcosa di importante
e qualcosa di inaspettato
si sta facendo sentire dentro me.
Penso che forse è il logorio del quotidiano
che si sta portando via la vita mia
o forse non accetto di vedere ciò che vedo.
Così la sfinge che mi guarda mi domanda:
“alla fine di tutto
potrai dire d’aver vissuto
o avrai fatto finta di vivere?”
Le sue semplici e terribili domande
mi fanno vedere più di quanto immaginavo
e capisco il perché del mio sentire.
MASSIMO ANGOTTI, PITTORE CONTEMPORANEO, GRAPHIC DESIGNER E BLOGGER DI REBIS