Azione consapevole e fronte comune

L’extintion rebellion

Il Global Footsprint Network è un centro di ricerca internazionale fondato nel 2003 dall’ambientalista svizzero Mathis Wackernager che misura l’impatto che le attività umane hanno sull’ecosistema. L’Earth Overshoot Day (EOD) o anche Ecological Debt Day (EDD) è il giorno dell’anno in cui la quantità di risorse consumate è maggiore della capacità dell’ecosistema di rigenerarle. Ciò significa che ogni anno, a partire da un determinato momento, la quantità di risorse utilizzata per costruire case, produrre cellulari, mangiare è sottratta al futuro perché l’ecosistema non ha la capacità di sostenere i ritmi di sfruttamento attuale.

Quest’ anno a causa del Covid 19 L’EOD è stato registrato il 22 agosto. L’anno scorso il 19 luglio. A dimostrazione del fatto che è possibile (oltre che auspicabile) ottenere risultati diversi cambiando il proprio modo di porsi dinanzi al problema.

Il movimento ecologista è nato negli sfolgoranti anni 70 a partire dalla pubblicazione del libro Primavera Silenziosa di Michael Karson. Nel corso degli anni ha canalizzato l’attenzione pubblica su temi importantissimi quali l’uso delle armi nucleari, la deforestazione, l’uso dei fitofarmaci chimici, il buco nell’ ozono, il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

Gli sforzi dei movimenti ambientalisti hanno portato a grandi risultati come la creazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, lo sviluppo di norme di protezione ambientale, la creazione di aree protette, l’introduzione di tassazione sulle emissioni e sui rifiuti che tengono in considerazione la quantità. Grazie al supporto del mondo accademico a livello internazionale sono stati adottati il protocollo di Kyoto per combattere il riscaldamento globale e quello di Montreal per la protezione dello strato di Ozono.

A seguito di un referendum costituzionale il 28 settembre 2008 l’Ecuador ha riconosciuto alla natura il diritto giuridico di esistere, persistere, mantenersi, attraverso i propri cicli vitali, la propria struttura e i propri processi evolutivi. Risuona nella mia mente l’eco delle sublimi parole del filosofo norvegese Arnae Naess. Egli riconosce agli animali, all’essere umano e all’intero ecosistema lo stesso valore, inteso come risorsa intrinseca, propria di ogni essere vivente, che non può essere quantificato sulla base dell’utilità che esso ha. C’è un ribaltamento della prospettiva antropocentrica che concepisce tutto quel che c’è come funzionale all’evoluzione della specie umana. Se si assume una prospettiva diversa cambiano anche gli atteggiamenti e il modo di comportarsi.

L’ attuale politica di sfruttamento di esseri umani, animali e natura è espressione manifesta del pensiero e dell’economia neoliberista.

Alla crisi ecologica contribuiscono le scelte politiche tese esclusivamente a massimizzare l’utile nell’immediato ma anche e soprattutto un modo di consumare e di agire poco attento.

Al di là delle parole ci sono azioni semplici attuabili fin da subito e alla portata di tutti per dare il proprio essenziale contributo alla risoluzione di un problema comune.
Sbaglia chi crede che solo gesta eclatanti possano fare la differenza. Il modo in cui ogni giorno ci spostiamo per andare a lavoro e soprattutto le scelte che facciamo in relazione ai beni di consumo fanno la differenza.

Andare al supermercato è un atto politico. Il celebre vocabolario Treccani definisce la politica come l’attività svolta per il governo di uno stato.  Le inclinazioni e i valori del consumatore, che egli lo sappia o meno, orientano le politiche di mercato. Dieci anni fa si faceva davvero fatica a reperire qualche prodotto vegano. Oggi nella maggior parte dei supermercati c’è un reparto dedicato esclusivamente al Peace Food.

L’Extintion Rebellion (ER) è un movimento internazionale nato in Inghilterra per mettere un freno alla devastazione ecologica causata dalle attività umane. Il 31 ottobre 2018 una folla di cittadini britannici si riuniva in Parliament Square a Londra per manifestare il proprio dissenso al governo inglese.

Nelle settimane successive arrivarono a Londra 6000 persone provenienti da diversi paesi europei Italia compresa per partecipare al primo atto di disobbedienza civile che sancisce la nascita del movimento.

In Italia il movimento nasce nel 2019 diffondendosi in particolar modo a Milano, Torino, Bologna e Napoli.

L’ER ha come punto di riferimento la politica non violenta attuata da  Mahatma Gandhi che con la sua guida illuminata ha condotto l’India all’ indipendenza avvalendosi della sola disobbedienza civile.

La solidarietà, il rispetto per la diversità di opinioni, incluse le istituzioni che sono in molti casi i mandanti dello scempio ambientale e soprattutto, la voglia di rimboccarsi le maniche e fare la propria parte senza far finta di non sentire e non vedere sono i valori che strutturano il movimento.

Uniti si vince. Fare fronte comune è il solo modo per evitare che la situazione degeneri provocando una catastrofe che avrà ricadute economiche e sociali inimmaginabili. Nessuno si salva da solo. Il modello competitivo neoliberista e il conseguente sviluppo della società della performance ha prodotto tassi altissimi di inquinamento, scioglimento dei ghiacciai, dissesto idrogeologico, perdita della biodiversità, esponenziale aumento di patologie psichiatriche.

Un’inversione di rotta è possibile e massimamente auspicabile. Serve il contributo di tutti. Ognuno con le sue capacità, le sue competenze e il proprio bagaglio esperienziale può fare qualcosa nel proprio e nell’altrui interesse, che in tutti i casi coincidono. 

Ciascuno crea il suo destino. Anche il non fare è un’opzione. E’ quella più rassicurante. Quella che permette di non esporsi seguendo il modo di fare comune per inerzia. Il riconoscere la propria parte di responsabilità per il processo in atto permette di assumere un ruolo adulto e di spogliarsi delle vesti di un adolescente che a causa della sua distrazione e della mancanza di senso critico si fa passivo strumento per il raggiungimento di interessi altrui.

«Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino.» Gandhi

All’ essere umano è stato dato un inestimabile dono. Un grande onore a cui sono connesse anche grandi responsabilità.

La possibilità di scegliere il suo destino e quello di tutte le altre creature viventi.

Iolanda della Monica
Blogger Gruppo Rebis

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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