Il Ramadan

Il Ramadan, è il nono mese dell’anno nel calendario islamico ed è il mese dedicato a Dio. Si recupera il contatto con la religione e si organizzano programmi di lettura del Corano. E’ un periodo in cui si medita sulle proprie azioni, su ciò che si è commesso durante l’anno e si dedica una parte della giornata all’ introspezione e al contatto profondo con sé stessi.

Si dice che durante il mese di Ramadan Satana viene legato e le azioni dell’individuo sono interamente sotto il suo controllo. La privazione di cibo aiuta anche a riflettere sulla fortuna che si ha rispetto a molte persone che non possono permettersi pasti regolari.

Il calendario islamico segue la rotazione della Luna intorno alla Terra ed è un calendario lunare a differenza di quello gregoriano che si basa sulla Rivoluzione della Terra intorno al Sole. La durata del mese di Ramadan è variabile perché la durata di ogni mese varia sulla base dell’osservazione della luna crescente, hilal.

Il calendario mussulmano è composto da 355 o 354 giorni (10 o 11 giorni in meno rispetto all’anno solare) pertanto, ogni anno il Ramadan cade in un periodo diverso. La numerazione dell’anno non coincide perché i mussulmani cominciano a contare dal 622 d.C., anno in cui Maometto lasciò La Mecca per recarsi a Medina. Secondo gli astronomi il Ramadan nel 2021 avrà una durata di 30 giorni, dal 13 aprile al 12 maggio.

Oltre alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina, si pratica il digiuno, Sawm, che ha come meta il raggiungimento della Taqwa, la coscienza di Dio e si celebra la rivelazione del Corano a Maometto, avvenuta 1442 anni fa «come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza» (Surat II, vv185). Si narra che il Profeta durante questo mese ascoltasse le Surat che aveva precedentemente dettato ai suoi seguaci perché non capace di leggere e scrivere e le correggesse.

Il digiuno è stato reso obbligatorio nel secondo anno dopo la migrazione dei mussulmani dalla Mecca a Medina. Tutti i fedeli di fede islamica adulti, fatta eccezione per gli infermi, gli anziani, i malati cronici, le donne in fase di gestazione, allattamento o durante il periodo mestruale devono astenersi dal cibo e dall’acqua, dall’alba al tramonto. E’ vietato praticare attività sessuali, fumare, compiere cattive azioni o azioni violente tranne che per difesa.

Il termine arabo Taqwa letteralmente significa essere coscienti di sé stessi e di Dio, porre sé stessi in un rifugio. Sviluppare un atteggiamento devozionale, autodisciplina e fermezza d’intenti. Imparare a stare lontano dalla corruzione, dalla concupiscenza, evitando di fuggire dagli obblighi e di compiere atti illeciti.

Il digiuno Sawm, è uno dei 5 pilastri dell’Islam, insieme alla testimonianza di fede, al Shahadatayn, la preghiera, Salat, l’ elemosina, Zakat, e il pellegrinaggio alla Mecca.

I fedeli islamici sono circa 1, 6 miliardi in tutto il mondo ma il mese in cui si celebra il Ramadan è lo stesso per tutti. Questa tradizione unisce delle comunità che presentano anche delle differenze tra loro.

Dopo il tramonto è permesso interrompere il digiuno bevendo acqua o latte e consumando dei datteri (secondo la tradizione Maometto era solito fare cosi).

La famiglia, gli amici e i conoscenti si riuniscono per consumare insieme il pasto serale chiamato Iftar e per pregare. In molti quartieri al tramonto ogni famiglia prepara un tavolo con le vivande e offre cibo ad ogni fortunato che passa di lì.

Da un’ora e mezza dopo il tramonto fino  all’alba si  recitano particolari preghiere chiamate Tarawih. La lettura del Corano comincia la notte prima dell’inizio del Ramadan e termina intorno al 27 esimo giorno in cui cade la Notte Del Destino.

«Gli angeli scendono e così scende Jibril pace a lui, in questa notte, per ordine del loro Dio, gloria sua, portando ogni ordine che Allah ha decretato in quell’anno, sia riguardo il sostentamento, la morte, la nascita o qualche altro decreto di Allah» Surat Al Qadr.

In Tunisia in questa notte i bambini maschi vengono circoncisi e i giovani vanno a casa dei suoceri per chiedere la mano delle fidanzate.

Nella città di Kairaouan si celebra una grande festa in quanto qui nacque Okba Ibn Nafaa, condottiero e generale arabo che ha portato l’Islam in Africa nel periodo della conquista del Nord.

Nei giorni prima del Ramadan ogni famiglia fa una grande spesa perché si cucinano piatti tipici dalla lunga preparazione come il brick, una sorta di piadina a base di semola, acqua tiepida e sale che viene farcito nei modi più disparati, il cous cous, zuppe, e dolci come il maqroudh a base di mandorle, miele e datteri o la baklawa a base di zucchero e pistacchio.

In Marocco si cucina il chabbakya, un dolce tradizionalea base di farina e spezie che vengono fritte e inzuppate nel miele o l’harira, una zuppa a base di carne, pomodori e verdure.

In Sudan si può gustare l’aseedah, un porridge fatto con il segale o la gurrash, a base di farina e   bere l’hiru- mir una bevanda a base di sorgo o anche succo di Ibisco e succo di limone.

Altri cibi tradizionalmente consumati durante il Ramadan sono il baleela, a base di ceci e fagioli rossi, il keema con la polvere di ocra, poi pollo fritto, pesce fritto, insalata di hummus e falafel con olio di oliva e formaggio.

La festa della Rottura, Id Al Fitr segna la fine del Ramadan e l’inizio del nuovo mese, Shawwal.

Iolanda della Monica
Blogger Gruppo Rebis

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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