Se il popolo si sveglia è già pronta la polizia militare a difendere i potenti

La forza di gendarmeria europea (o European Gendarmerie Force, in breve EuroGendFor) è un organo di polizia sovranazionale ad ordinamento militare composto da 800 militari sempre pronti ad intervenire e da una riserva di 2000 uomini attivabili in trenta giorni in grado di intervenire in condizioni di crisi (non specificate), nato nel 2004 su iniziativa di 4 paesi membri dell’ UE (Italia, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Francia ), a cui nel 2008 si è aggiunta la Romania. Il quartier generale ha sede a Vicenza presso la caserma Chinotto e il suo motto è Lex Paciferat (la legge porti la pace).

La EGF opera sotto l’egida di NATO, ONU, UE ed OSCE ed è istituita con l’obiettivo dichiarato di gestire in modo più efficace i conflitti internazionali che si verificano al di fuori dei confini della comunità europea. Il progetto di costituzione venne reso pubblico l’8 ottobre del 2003 in occasione dell’incontro informale dei ministri di difesa dell’Unione europea tenutosi a Roma. Il primo documento è stato sottoscritto a Noordwijick nei Paesi Bassi da 5 paesi (Italia, Portogallo, Francia, Spagna, Paesi Bassi). L’iniziativa è stata illustrata ai colleghi europei dal ministro della difesa italiano Antonio Martino e dal ministro della difesa francese Michelle Alliot Marie durante una riunione informale dei ministri della Difesa dell’UE e il 23 gennaio del 2006 la EGF ha cominciato ad essere operativa. Il 18 ottobre del 2007 si ebbe la sottoscrizione del trattato di Velsen ad opera delle nazioni dotate di forze di polizia ad ordinamento militare che disciplina l’ordinamento ,gli obiettivi e i compiti della EGF. Il trattato è stato ratificato in Italia il 28 aprile del 2010 con la legge 84 del 14 maggio 2010. Il che vuol dire che l’EuroGendFor è già operativa.

La forza di gendarmeria europea non è sottoposta né al controllo del Parlamento Europeo di Strasburgo né al controllo dei parlamenti nazionali, ma risponde unicamente al CIMIN (comitato interministeriale di altissimo livello) composto dai Ministri della Difesa e degli Esteri degli Stati aderenti all’iniziativa e fornisce le direttive, gli uomini, i mezzi e la direzione politico- strategica. In Italia è affidata all’Arma dei Carabinieri.

In base all’articolo 4 comma 3 del trattato di Velsen, la EGF può condurre missioni per la salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico, monitorare e coordinare le forze di polizia locali nelle loro mansioni ordinarie, ivi compresa l’attività penale, individuare i colpevoli e portarli dinanzi all’autorità giudiziaria, proteggere i cittadini e le proprietà durante condizioni di conflitto, formare gli investigatori e gli operatori di sicurezza nel rispetto delle normative internazionali.

Dalla sua nascita ha ufficialmente operato in almeno tre scenari: in Bosnia Erzegovina dal 2007 al 2010 presso la missione Eufo Althea, dietro richiesta dell’ONU, a seguito del terremoto nell’isola di Haiti nel 2010 e in Afghanistan sotto l’egida della NATO, dove tuttora addestra la polizia locale, ma molti ritengono che sia stata schierata in altri contesti, come ad esempio in Grecia nell’ambito delle misure anti austerity. Il suo ambito di intervento, infatti, è assai genericamente indicato nel Trattato di Velsen, dove si fa riferimento a generiche situazioni di crisi che lasciano spazio ad ogni interpretazione, non essendo definite con precisione nella nostra Carta costituzionale.

La forza di Gendarmeria Europea gode di un’amplissima libertà di manovra e della totale autonomia giudiziaria. L’articolo 21 del trattato di Velsen infatti sancisce la totale inviolabilità degli archivi e dei locali della EGF, quello successivo dispone l’immunità dei locali e dei patrimoni dai provvedimenti esecutivi promulgati dall’autorità giudiziaria delle singole nazioni. L’articolo 23 prevede che le comunicazioni interne non possano essere intercettate da nessuna autorità giudiziaria, nell’articolo 28 si impone agli stati ospitanti di non chiedere indennizzi per i danni provocati dalle milizie. L’articolo 29, il più preoccupante, afferma: “Il personale EGF non può essere sottoposto a procedimenti esecutivi di giudizio relativi a situazioni derivanti dallo svolgimento dei loro compiti ufficiali emessi dallo Stato ospite o di destinazione”. Si tratta quindi di un corpo militare impunibile, sottratto alla giurisdizione della Magistratura e del Parlamento, che dipende interamente da due Ministri per ciascun Paese, senza rispondere a nessuno. Completamente al di fuori della legge, come la Gestapo, Il KGB o la Stasi.

Lunga la serie di protezioni a favore di quest’organismo sovranazionale la cui approvazione è stata accompagnata dalla bassa e quasi inesistente risonanza mediatica, cosa che non può non generare allarme.

L’EGF può supervisionare o addirittura sostituirsi alle polizie locali, dirigere la pubblica sorveglianza, operare alle frontiere e svolgere operazioni di intelligence godendo di una quasi totale inattaccabilità dal punto di vista giuridico.

La EGF è di fatto un’arma con cui non solo possono effettuarsi operazioni di spionaggio nazionale ed internazionale, ma soprattutto un mezzo quanto mai efficace ed inattaccabile dal punto di vista dell’esecutivo con cui sedare moti e rivolte popolari contrari agli interessi politici ed economici dei potenti. Un bavaglio all’inviolabile diritto alla libertà di espressione e di dissenso del cittadino che in modo consapevole esercita il suo diritto a partecipare alla gestione della vita della comunità locale e globale a cui appartiene.

Come bene illustrato da questo ampio articolo di analisi giuridica, l’istituzione di una polizia del genere ha due effetti eversivi: pone fine alla divisione dei poteri, fondamento della democrazia, istituendone un quarto completamente indipendente e abolisce di fatto lo Stato di diritto, nel quale nessuno è legibus solutus, cioè sottratto al vincolo della legge. La sua approvazione appare una clamorosa violazione dei princìpi costituzionali.

https://www.filodiritto.com/eurogendfor-la-fine-della-divisione-dei-poteri-e-dello-stato-di-diritto?fbclid=IwAR2pY1ion0ozj3OxacJFqLv8ztDK8r_rEIf7Gdx2sgbvWIwS1S3NLA1blGs

Inoltre, gli organismi internazionali che controllano l’EuroGendFor non sono soggetti a controllo democratico dal basso. Un modo subdolo ed eversivo di ignorare le Costituzioni democratiche per istituire una dittatura? Un gregge che si sveglia ha bisogno di cani da pastore. Forse è bene chiedersi chi siano i pastori.

Per ulteriori dettagli:

https://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.com/2013/08/terremoti-eurogendfor-dittatura.html?fbclid=IwAR0KkcYobiAP6M8-mV37auYq-uNA7YQR2x1GAoUwGWF0ZmPaMXMrnUi3bB0

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2012/02/poteri-illimitati-ai-militari.html?fbclid=IwAR2oYsbDQdJRHg6nUTDswvW6XYmoEHiSjW5k2y75D1L7XlN21mPk1CE7V4s

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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