I correlati neurofisiologici della coscienza espansa

L’Illuminazione è il traguardo ambito da chiunque cominci un percorso evolutivo. E’ uno dei concetti che si fa più fatica ad accettare e comprendere essendo cresciuti nella cornice ideologica dello scientismo, che si ostina a legittimare solo il sapere e i metodi delle scienze fisiche e sperimentali nonostante l’oggettiva impossibilità di rendere ragione della complessità dell’esperienza umana. Le neuroscienze e la fisica quantistica rappresentano il punto di contatto tra scienza e religione in una visione più integrata e meno parziale dell’esistenza umana.

Tutto ciò che esula dal concreto e che può essere riconducibile alla dimensione del Sacro fa nascere sentimenti ambivalenti. Di suggestione e di smarrimento. Di fronte a un’opera d’arte, ad una montagna innevata, ad un tramonto a pervaderci è il sentimento del Sublime. Leopardi parla di un dolce naufragare in una dimensione al di là della logica, in sovrumani silenzi e profondissima quiete. In questa condizione la mente si spegne, lo spazio e il tempo scompaiono per lasciare posto ad un’esplosione di luce, c’è un ampliamento dei sensi, la percezione di essere disseminati nel vento, di avere acqua salata nelle vene e radici come piedi. Si è ovunque e da nessuna parte. Nelle rocce, nella rugiada. Il disegno divino diviene manifesto in ogni cosa.

Il dialogo interiore cessa, si sente una grande pace. La coscienza è limpida e vuota. Si raggiunge quello che gli yogi appartenente alla tradizione Sahaja chiamano “Consapevolezza senza pensieri”. Il corpo è completamente rilassato e non ci sono tensioni.

L’esperienza spirituale quindi non è trascendente ma immanente. Non è il destino di pochi eletti, è alla portata di tutti. Costituisce l’essenza dell’essere umano, è la sua natura più profonda.

Questo concetto è archetipicamente presente in tutte le culture. E’ un immagine primordiale che affonda le sue radici nell’ Inconscio Collettivo, è insita in tutti gli esseri umani e viene ereditata.

I cristiani gnostici parlano di Esperienza Mistica o Esperienza Cristica. La meta dei Buddisti è il Nirvana. Il Samadhi è per gli Yogi l’unione con l’Assoluto. L’illuminazione nella pratica dello Zen viene chiamata Satori. Le tradizioni sciamaniche di tutto il mondo parlano di ‘’Wankan Tanka’’o Grande Spirito. La tradizione più esoterica dell’islamismo, il Sufismo parla di whada o ricerca dell’Unità.

Il filone delle neuroscienze collegato alla medicina psicosomatica tenta di spiegare i correlati neurofisiologici alla base degli stati di altissima creatività, di profondo benessere e di meditazione. Gli stati contemplativi sono associati ad un altissimo grado di coerenza delle onde eeg prodotte dai due emisferi che in alcuni casi possono dar luogo ad un’unica onda armonica di forma sinusoidale avente picchi regolari. Tutte le frequenze delle diverse aree cerebrali si accordano dando vita ad un’unica sinfonia. Tutto il sistema nervoso si stabilizza su di un’unica frequenza.

Anche un’intuizione può favorire una rapidissima sincronizzazione. Il fenomeno è chiamato jump sync ed è paragonabile al salto quantico dell’elettrone che passa da un livello energetico all’altro.

Due ricerche sono state condotte tra il 1991 e il 1992 in India presso la Osho National Commune a Poona nel Maharastra e presso l’Ashram di Babaji ad Hairakan, in Himalaya. Ci si è avvalsi dello strumento del Brain Olotester che amplifica ed interpreta globalmente i dati delle attività cerebrali.

A partire dall’osservazione dei quadri delle persone sottoposte ad eeg impegnate in diverse attività sono state estratte cinque categorie e sono stati definiti 5 stati di Coscienza che vanno da quello più inconsapevole e superficiale a quello più profondo e meditativo in cui si ha un’intensa esperienza spirituale.

I primi due stadi sono associati a bassa attenzione e bassa ideazione.

Il terzo stadio è tipico dell’inizio della meditazione. Nel quadro eeg appare un picco di coerenza associato alle onde alfa e alle onde beta, la sync è medio alta.

Il quarto stadio si raggiunge in stadi di meditazione più profonda in cui c’è una intensa introspezione e concentrazione su di sé, alta sync, bassa presenza di onde theta e delta.

Il quinto stadio è connesso agli stati di Coscienza più espansi, legati all’esperienza di connessione con il tutto. C’è una grande presenza di onde armoniche, a volte sinusoidali. Sono presenti picchi encefalografici a distanza regolare tra loro. Forte attività theta e delta e altissima sync.

Gli ultimi due stadi sono stati osservati più spesso in India, in persone che praticavano spesso la meditazione e in ambienti fisici e culturali ottimali e sono caratterizzati da onde sincrone, come quelle degli strumenti musicali, paragonabili alle note che compongono un accordo. Le onde elettromagnetiche armoniche hanno una forma a spirale.

E’ stupefacente constatare la saggezza delle culture antiche che utilizzavano la spirale, il serpente che sale lungo l’albero della coscienza o il bastone alato di Mercurio per simboleggiare la Conoscenza!

Un famoso proverbio afferma che quando lo scienziato avrà scalato la vetta del sapere troverà il mistico in cima ad aspettarlo.

La coerenza è connessa allo sviluppo del potenziale umano, alla formazione di una coscienza unitaria, globale e positiva e all’esperienza di sentimenti di creatività e di benessere. Queste ricerche sono di importanza vitale perché permettono di comprendere in modo scientifico parametri fino ad ora non quantificabili come l’apertura o chiusura affettiva e emotiva, stati di meditazione e contatto con il Sé. La ricaduta sociale di queste scoperte può essere vastissima. La comprensione delle logiche e delle modalità di sviluppo globale dell’essere umano e della formazione di coscienza collettiva intesa come comunicazione tra cervelli e individui può contribuire a strutturare una medicina e un’educazione più globale e attuare una trasformazione planetaria. 

La pratica costante della meditazione influenza in modo positivo sia la produzione di onde elettroencefalografiche sincrone sia lo sviluppo della corteccia prefrontale che ha un ruolo chiave nella capacità di pianificazione, nel problem solving, nel mantenimento dell’attenzione focalizzata e nell’empatia.

Anche il cibo ha effetto sulla qualità dell’esperienza interiore. La tradizione yogica parla di 3 gruna, ossia tre tipologie di cibi che hanno un diverso effetto sull’organismo.

I cibi rajastici sono quelli eccitanti (alcol, caffè, vino, birra, piccante, cibo troppo caldo o troppo freddo).

Carni, insaccati, scatolame, cibi riscaldati inducono letargia e vengono chiamati alimenti tamasici.

Paramahansa Yogananda suggeriva una dieta basata prevalentemente su cibi sattici (frutta, verdura, legumi, cereali) che favoriscono centratura, lucidità e vitalità.

L’esperienza dell’Illuminazione è alla portata di tutti. E’ una potenzialità insita nell’essere umano perché coincide con la sua natura più vera, più profonda. I maestri ci hanno indicato la strada, ora sta a noi intraprenderla.

Iolanda Della Monica
Blogger Gruppo Rebis

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: