Il dovere dimenticato del popolo e la perdita della sua sovranità

Chissà se Carlo Rosselli, Olof Palme e Thomas Sankara si sono fatti la medesima domanda che mi sono fatta io, e cioè: “Come mai siamo ancora qui dopo tanto tempo a lottare e a cercare soluzioni per uscire dalla crisi della democrazia e riappropriarci dei nostri diritti?”. 

Se come cittadini, popolo e umanità abbiamo bisogno di rivendicare diritti che non abbiamo, significa che abbiamo perso i DOVERI che ciascuno di noi ha la responsabilità di avere e ai quali deve adempiere per Essere e per mantenersi parte di un popolo sovrano.

I doveri di un popolo sovrano servono a dare forza a tutte quelle persone nel mondo che stanno lottando per avere democrazia, perché in caso contrario ci saranno ancora persone come Palme, Rosselli e Sankara che moriranno senza che altri prendano il loro testimone e vadano avanti a sviluppare i semi piantati, che siano appena germogliati o già rigogliosi.

Vorrei farvi partecipi di una mia riflessione sul perché vedo nella crisi della democrazia la perdita dei doveri di ciascuno, partendo da ciò che ha fatto Sankara insieme agli abitanti della sua nazione in quattro anni di governo.

Egli ha spiegato al suo popolo che, per uscire dalla povertà e avere diritti, avrebbe dovuto accettare anche i corrispondenti DOVERI e diventare in questo modo il popolo sovrano della propria nazione. Sankara ha fatto lavorare gli abitanti del Burkina Faso rendendoli partecipi della propria crescita, mostrando come ciascuno fosse importante e insegnando che come membri del Paese avrebbero potuto tirare fuori le proprie potenzialità ed essere protagonisti nel creare il vero cambiamento. Sarebbero stati loro a dover diventare un “popolo che c’è”, per uscire dalla condizione di “massa insulsa” e perciò “vittima di usurpazione da parte dei popoli più potenti”, e conquistare il potere della libertà di scegliere come il proprio Paese dovesse procedere.

Quindi Sankara ha portato a termine un’operazione veramente democratica, perché ha creato la parte più vitale e importante della democrazia: I DOVERI DI UN POPOLO CHE DEVE PRIMA DIVENTARE, E POI RIMANERE, SOVRANO. 

Certo ci appare subito un’evidenza molto forte mettendo a confronto il popolo del Burkina Faso di allora e noi oggi, che siamo dentro le nostre zone di comfort e abbiamo perduto da dentro di noi quella ribellione la cui mancanza ci ha fatto adagiare, inducendoci a delegare ad altri le azioni che sono a nostro carico. Indubbiamente, fino a che ci sono state persone oneste a guidarci, che avevano a cuore la sorte di noi cittadini, è andata abbastanza bene, ma poi… a che livello di degrado morale e spirituale siamo arrivati oggi, nella politica e in tutto il resto? Come abbiamo fatto a perdere i nostri doveri? Siamo mai stati veramente un popolo sovrano? E l’Italia è mai stata la nostra Nazione? 

Come abbiamo potuto perdere i nostri doveri al punto da elemosinare i nostri diritti ed essere considerati, da coloro che hanno preso il controllo su di noi, come Esseri inferiori, una specie animale umana? E hanno ragione, perché dopo continui scenari perpetrati su di noi che durano da tanto tempo contro la nostra parte più importante, la nostra scintilla divina, ci hanno declassato a vivere nelle nostre tane diventate le nostre zone di comfort, come gli animali, e a farci adattare, PER SOPRAVVIVERE, a qualsiasi cosa vogliono che noi facciamo, abbrutendoci: ci hanno addomesticato!

Abbiamo perso i nostri doveri. Noi, che siamo parti di scintille divine! AVREMMO almeno DOVUTO lottare per mantenere la scala dei valori della nostra coscienza spirituale, il nostro amore, la responsabilità, l’etica e la giustizia. Avremmo dovuto Essere tante coscienze spirituali che osservano di che cosa c’è bisogno e non fanno entrare l’ego nel proprio agire, ma si muovono in empatia per raggiungere gli scopi giusti che sono I DIRITTI DI UNA CIVILTA’ NON ANIMALE.

Quando si perdono i doveri vuol dire che viene a mancare la coscienza spirituale, quindi l’Essere, e rimangono il Fare e l’Obbedire per Avere, in cui ti adatti e ti abbrutisci sempre di più nella materialità.

Vi offro sinteticamente alcune cause che hanno, secondo me, portato alla perdita dei nostri doveri. 

Prima di tutto è bene sapere che chi ci controlla ci conosce e ha paura che possiamo sviluppare la potenza creativa immaginativa della nostra coscienza spirituale, temendo i cambiamenti che essa può portare nel mondo. Quindi gli scenari da loro architettati sono serviti a distruggere questa parte creativa in intere generazioni dei nostri avi genetici, fino ad arrivare nel tempo allo scopo finale: la distruzione nei nostri avi della scala dei valori positivi della loro coscienza, l’ultimo baluardo che avrebbe potuto impedire il proliferare spropositato e degenerativo delle memorie animali nel nostro DNA e nella nostra mente.

Chi ci controlla ci ha messo molto tempo, ma ha finalmente raggiunto il risultato finale su di noi: siamo stati addomesticati e siamo controllati come pecore, greggi o “masse”, come gentilmente ci chiamano. Quindi i nostri controllori hanno lavorato sui nostri antenati, generazione dopo generazione, per distruggere loro la coscienza spirituale e la scala dei valori positivi di amore, vita, responsabilità, etica e giustizia, affinché non si potessero più collegare ai poteri degli antichi Dei Creatori.

Vediamo alcuni di questi scenari e che cosa essi hanno nascosto, che ci ha portato alla perdita dei nostri doveri.

1) La creazione della religione cristiana è servita dapprima a utilizzare lotte e guerre tra le dinastie di sangue per distruggere i re e gli aristocratici, e in questo modo sono rimasti solo coloro che controllavano la Chiesa, e poi a sterminare con le crociate i rampolli superstiti delle dinastie di sangue loro nemiche, che potevano ancora risvegliare i poteri spirituali e creativi derivanti dal loro DNA divino. 

L’analfabetismo, la fame, le guerre e le lotte per la sopravvivenza sono servite da un lato a rendere i nostri avi sempre più ignoranti per aver dimenticato la potenza della loro scintilla divina, e dall’altro a far loro credere che solo un Dio esterno potesse giudicarli e perdonarli e fosse in grado di far accadere cambiamenti e compiere miracoli. La Chiesa e chi la controlla hanno lavorato nel corso di secoli per deresponsabilizzare i nostri avi e imporre la credenza che la loro coscienza spirituale, con i valori positivi che essa possiede, non fosse importante, perché c’era un Dio esterno a cui dovevano chiedere la grazia per creare cambiamenti nella propria vita, e non era la loro coscienza a cui dovevano fare appello per rimediare ai problemi e ai conflitti. Oggi questa deresponsabilizzazione é portata avanti con la confessione, al termine della quale infatti non viene consigliato di intraprendere azioni positive che ricreino giustizia con responsabilità per rimediare alle cattive azione fatte prima, ma si prescrive di pregare Dio o la Madonna o Gesù per essere perdonati con tre ave maria e un pater noster.

2) Poi, ben sapendo che il DNA divino può ripresentarsi nel tempo in qualche discendente saltando generazioni di avi, i nostri controllori hanno creato l’Inquisizione, torturato e bruciato vivi tutti coloro che presentavano la “malattia” della spiritualità e delle conoscenze, per arrivare a noi con le due guerre mondiali, i campi di concentramento, le dittature e gli stermini di massa, e terminare con la crisi economica in cui sempre noi, specie animale umana, dobbiamo abbrutirci sempre di più accettando leggi e regole che creano ingiustizia e vanno contro coloro che hanno ancora una scala dei valori positivi. Così hanno obbligato la nostra specie a lottare per un lavoro, per il cibo, la casa e i vestiti necessari a sopravvivere. 

Poi, per distruggere in noi la voglia di essere liberi dalla schiavitù del lavoro e di dedicarci veramente ai nostri sogni, hanno allungato l’età del pensionamento, in modo che non ci siano tempo e desiderio di realizzarli in quanto i sogni stessi sono ormai stati consumati dalla lisi indotta dal lavoro, da eventuali malattie e dai problemi quotidiani, per cui figuriamoci se c’è voglia di “sprecare” il tempo in ricerca e sviluppo spirituale.

E quando un amico durante una recente chiacchierata mi ha ribadito che oggi godiamo di libertà e diritti, tanto che “le persone possono venire a fare un tuo corso senza finire sul rogo insieme a te”, io ho ribattuto che è vero che noi discendenti, nati da avi depauperati della coscienza spirituale e quindi impoveriti a nostra volta, oggi possiamo farlo senza essere processati, ma quanto tempo è passato per ottenere tale cambiamento? E dov’è ora la coscienza spirituale che potrebbe gioire e fruire di questa libertà?

Coloro che ci controllano, soddisfatti per la scomparsa della nostra scintilla divina, ci hanno dato diritti e libertà senza che ci accorgessimo che sono passate intere generazioni di avi genetici che desideravano tali diritti, che hanno lottato per non perdere se stessi e sono morti. E mentre ciò accadeva, pian piano siamo stati inseriti dentro il tempo di adattamento del DNA degli animali, in cui i cambiamenti avvengono in tempi lunghissimi! Noi oggi siamo l’esempio di questo, se osserviamo quanto tempo ci è voluto per ottenere queste libertà.

Io credo che la crisi della democrazia rappresenti il vuoto della coscienza spirituale che è dentro di noi, e che tutto il nostro avere e le libertà così tanto decantate non riescano più a nasconderlo. Noi discendenti inconsapevoli di tutto ciò che è stato fatto ai nostri avi abbiamo permesso a chi ci controlla, senza renderci conto, di continuare a massacrare i semi del nostro DNA divino ogni volta che questi semi sono usciti e sono stati uccisi, come in Gandhi, Palme, Rosselli, Sankara, Luther King, Ipazia e tanti altri.

Quindi, in questo giorno di riconoscimento a tre grandi leader che hanno cercato di ricordarci con il loro esempio che cosa sia giusto fare se intendiamo lavorare per la nostra democrazia, la speranza è che ciascuno di noi si prenda la responsabilità di ricreare la scala dei valori positivi della propria coscienza via via che riprende in mano i suoi DOVERI, perché se vogliamo creare una vera democrazia dobbiamo prima ricreare noi stessi.

Grazie 
Fiorella Rustici

Intervento di Fiorella Rustici al Convegno del 3 maggio 2019 intitolato “Nel segno di Olof Palme, Carlo Rosselli, Thomas Sankara e contro la crisi globale della democrazia”, organizzato dal Movimento Roosevelt.

Link al video: https://www.radioradicale.it/scheda/572732?i=3983917

Pubblicato da Redazione Rebis

Membro gruppo esperti e gruppo redazione di Rebis.

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